In uscita: Bibliografia degli scritti di Franco Cardini

 

Pagine 438
Formato 24x17
Copertina brossura
Lingua Italiano
Prezzo: 40.00 €

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni pensano, ma ben scioccamente,
che non vi sia altra patria che la loro.
Altri, pur riconoscendo che essa non è la sola,
affermano, per smodato attaccamento,
che tra la loro patria e i paesi stranieri
v’è la stessa differenza che passa tra il giorno e la notte.
Essi pensano - cosa che è ancora più insensata -
che tutte le altre contrade siano immerse nell’oscurità
e che nessuna nazione, nessun paese
possa essere più favorito e felice del loro.
Credono che gli altri siano sprovvisti di saggezza e virtù,
e che vivano senza leggi come bestie prive di ragione.
Costoro, che si caratterizzano per una crassa ignoranza,

madre di tutti i vizi,
sembrano più simili agli animali selvatici che agli esseri umani,
mentre gli uomini che hanno conosciuto o percorso il mondo
non cadono in errori tanto stupidi.

 

Anselmo Adorno,
Itinerario di Anselmo Adorno in Terrasanta


Dall'Introduzione:

 

"[...] padre di quattro figlie, nonno di sei nipoti tutti maschi (lui spera di arrivare a dieci), Maestro di molte generazioni di studenti. Su di lui circolano diverse leggende: ad una visione stereotipata che lo vorrebbe dormire due o tre ore per notte per terminare il tal articolo o il tal volume, molti accostano il Cardini homo viator, ospite fisso, tra un viaggio e l’altro, della “sua” Santa Maria Novella, ove lo si vede arrivare rigorosamente casual, immancabilmente carico di borsoni, lo sguardo pensante e meditativo, per ricevere studenti o tesisti. V’è ovviamente chi si approfitta della sua proverbiale gentilezza: «ricevo di continuo manoscritti da leggere e vengo assalito dappertutto (anche in treno e al ristorante), da giornalisti, ragionieri, penalisti, odontoiatri, stagnari e ciabattini: tutti hanno nel cassetto un dotto saggio storico da farmi leggere e da pubblicare, tutti se la prendono - mentre si rivolgono a uno storico “accademico” magari pessimo, ma pur sempre tale - con gli storici appunto “accademici”, che non hanno mai capito questo o hanno sempre nascosto per loro loschi fini la verità su quest’altro». V’è anche chi lo preferisce per la sua vena ironica, la quale contribuisce in maniera capitale a definire le caratteristiche del personaggio: «Un giorno o l’altro» - ha scritto di recente - «mi deciderò a scrivere un libro autobiografico-professionale sul mio lavoro: e, parafrasando il capolavoro del grande Lévi-Strauss, lo chiamerò Tristi storici. In realtà guadagniamo poco ma, quando facciamo le nostre cose con serietà, con passione e un pò di humor,ci divertiamo un sacco, impariamo tante belle cose, giriamo il mondo con la scusa dei congressi internazionali e insomma - beghe accademiche a parte - i più intelligenti fra noi sono contenti di quel che fanno». Di lui si dice inoltre che ami i gatti; che li ami più della sua Firenze. Anche se, a leggere le sue parole, si direbbe invece che è proprio la sua fiorentinità ad averlo reso quello che è: «ero ragazzo nell’immediato dopoguerra, quando eravamo poveri e la guerra ci aveva provati; camminavo per le strade della mia Firenze, e quando da casa mia – fra Via Serumido e Via Serragli – dovevo andare a scuola in Via de’ Magazzini, fra Palazzo Vecchio e Torre della Castagna, e viceversa, attraversavo le spesse, tristi macerie fra Borgo Sa’ Jacopo e Via de’ Frescobaldi. Ma volevamo ricostruire, ricordare, riconoscerci. […] Si risistemarono anche le lapidi: come quella, di fronte a Palazzo Guicciardini, che ricordava che là sorgevano le case di Paolo del Pozzo Toscanelli, geografo e umanista. Camminavo già a naso all’insù […] e leggevo le lapidi. Credo di averle lette quasi tutte; strada per strada, piazza per piazza. Era così che mi impadronivo del passato noto e meno noto della mia città, che ricostruivo con pazienza, ancora senza rendermene conto il puzzle del passato della mia gente, il DNA della nostra comune memoria».